sabato 7 gennaio 2012

i fumetti e il significato

Essendo di una certa età, mi ricordo le tragicomiche diatribe sui fumetti... certi imbecilli pontificavano che Tex era un fumetto di destra, e quindi andava aborrito. Altri, molto più ottusamente, affermavano che i fumetti non erano cultura. Sia gli uni che gli altri erano della razza di coglioni che prima di dormire legge Kant in lingua originale (dicono loro...).

A parte queste convinzioni defunte da tempo, i fumetti sono un mezzo, e come mezzo, o media, e come media si limitano a veicolare un messaggio. Tale messaggio dipende solo da chi li scrive e disegna, e non dal fumetto in sè. A proposito, mi ricordo di messaggi dove proprio non te l'aspettavi...
Ad esempio, proprio qua.
IL MONTATORE era un fumetto per ADULTI degli anni 70/80. Il personaggio principale, che riprendeva i lineamenti di Lando Buzzanca, era un operaio fervente Komunista,bestialmente anticlericale, e enorme chiavatore... di femmine. All'epoca, i Komunisti aborrivano gli omosessuali, non come oggi che si dichiarano orgoglionamente busoni...
Comunque, a prescindere, in un episodio il Partito regala al tipo un viaggio nella patria socialista, e lui, tutto felice e contento, va in vacanza in URSS.
Dopo un po', però, il povero Montatore comincia a inquietarsi... Fa freddo, va bene. Il cibo è abbastanza schifoso, va bene. Ma il nostro scopre con orrore che le femmine locali non apprezzano il suo attrezzo... a dir la verità, sono calde e amichevoli come dei varani svizzeri. Alchè, in preda all'orchite fulminante, il nostro si abbassa al mai fatto nei patri lidi. Paga un peripatetica e si infratta con lei in un albergaccio. La peripatetica fornisce solo prestazioni a posteriori, e il poveretto si adatta... nel clou della situation, emerge un dipiù e un dimeno... insomma, la natascia è un piotr! La sbirraglia sovietica toglie il montatore dall'imbarazzo irrompendo brutalmente e portando il nostro al gabbio. Dopo tutto questo bailamme, il montatore viene espulso con disonore dalla patria socialista. La cosa notevole è che alla fine il personaggio pensa "Ma forse hanno ragione i revisionisti" intendendo i socialisti nostrani...
Ammetterete che è tanto, per gli anni 70/80 , in piena osservanza sovietica...
L'altro messaggio inatteso è da lui...
Già, proprio da Paperino, in una storia, fatta da sceneggiatori italiani e risalente agli anni '70 (mi pare).
Allora, Paperino non lavora, ma tutti gli chiedono dei piacerini. Paperina gli chiede di portare i sacchetti della spesa, i nipoti di portarli al raduno delle Giovani Marmotte, i vicini di portare a spasso il cane, eccetera eccetera.
La cosa arriva a un livello così esagerato che Paperino chiede a Archimede Pitagorico di costruire un robot che si occupi di tutte queste sciocchezze, così lui almeno potrà riposare ogni tanto.
Archimede si mette di buona lena, ma scopre che le limitate finanze messe a disposizione da Paperino non permettono di costruire una cosa così complessa. Non volendo deludere l'amico, si infila in un vestito di metallo e si presenta a casa di Paperino, impersonando il robot. Paperino è soddisfatto, e ordina ai nipoti di far fare alla macchina quello che avrebbero chiesto a lui, mentre lui sarebbe andato a fare un riposino, come non aveva potuto fare da settimane.
Quando si sveglia, scopre con orrore che i nipotini e Paperina si sono dimenticati di lui, e che il robot lo ha soppiantato in tutto.
In realtà, tutte le persone circostanti si accorgono di Lui solo quando serve.
Ammetterete, miei cari 25 lettori, che un messaggio del genere non ve l'aspettereste da Topolino...
In preda alla gelosia (o disperazione?), Paperino assale il robot, che si rivela il suo amico Archimede. Chiarito l'equivoco, Archimede fa per andarsene , ma i nipotini gli chiedono di restare, perché è migliore di Paperino a raccontare le favole...
Nelle ultime vignette, Paperino ritorna alla sua vita di sempre, fatta di piacerini e servizi agli altri, dopo aver capito che non ha speranza di uscirne, pena la sua esclusione dalla vita degli altri.....Come finale, è ancora più cinico e spietato della storia.


risposta al caro vincenzillo:
mmm... effettivamente, sento di condividere il tuo giudizio. del resto, la maggior parte dei cosìdetti fumetti "d'arte" fa semplicemente schifo. Manara, ad esempio è un pornografo mancato.
Che il ceto medio riflessivo legga Kant in lingua originale, mi permetto di dubitarne. mi sembra più probabile che legga sempre e solo repubica, e non per capire qualcosa, ma solo per ricevere gli ordini necessari...
risposta al caro paul:
Ma tu lavori, mio caro... è chi non fa una pippa durante tutto il giorno che riesce a leggere Kant la sera... o semplicemente lo dice.... quelli lì hanno la sconcertante tendenza a credere alla proprie balle... 

2 commenti:

  1. E' interessante anche la trasformazione del fumetto: da forma di intrattenimento popolare, qualcuno ha voluto trasformarla in forma di espressione "d'autore", spacciata come "arte". Ora, per quanto a me piacciano molto e alcuni li trovi intelligenti, continuo a credere che siano più artigianato che arte. Cultura pop, popolare, non letteratura. E lo faccio per il loro bene.

    "certi imbecilli pontificavano che Tex era un fumetto di destra, e quindi andava aborrito. Altri, molto più ottusamente, affermavano che i fumetti non erano cultura. Sia gli uni che gli altri erano della razza di coglioni che prima di dormire legge Kant in lingua originale (dicono loro...)."

    L'assiduo lettore di Kant ha impiegato tutto il suo cervello per diffondere il messaggio che Kant e l'ornitorinco, alla fine, sono la stessa cosa, perché tutto è relativo (tranne Berlusconi, che è il male assoluto ed è un gradino sotto a tutto il resto, come tutta la cultura di destra). Per lui, tutto è segno, segno di segno, segno di segno di segno all'infinito, e il significato non esiste. Messaggio che più distruttivo non si può, per l'individuo, la famiglia, la società, la patria. Ma il suo sonno, sui libri di Kant, è sempre tranquillo.

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  2. Paolo aus Triest10 gennaio 2012 22:55

    Un commento semiserio a questo:Altri, molto più ottusamente, affermavano che i fumetti non erano cultura. Sia gli uni che gli altri erano della razza di coglioni che prima di dormire legge Kant in lingua originale (dicono loro...).
    Io prima di dormire leggo libri tecnici: ferrovie, aerei, volo spaziale, elettrotecnica, macchine termiche, quel che c'è più vicino sullo scaffale. Funziona meglio di Kant in originale. ;D

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