sabato 24 novembre 2012

sketch di un romanzo/sceneggiatura/fumetto da fare. Trattamento della ciccia. Pressioni


Il sergente entrò nel capannone.
Il prigioniero era legato a una sedia, nudo e con un morso di plastica nella bocca. Blackjack non lo guardò. Si sedette sullo sgabello, aprì il tavolino, srotolò la borsa speciale, e cominciò a estrarre gli attrezzi da lavoro. Ovviamente, tutto sotto lo sguardo del paziente.

Per primo,appoggiò sul tavolino un paio di tenaglie da dentista e una bacinella metallica. Poi, una calza sportiva. A lato, una cosa a forma di grossa penna. Dopo un sacchetto di plastica trasparente, piuttosto sporco. Un asciugamano di grandezza media, ripiegato. Sopra l'asciugamano, una borraccia. Per ultima, una bottiglietta di un liquido trasparente. Sembrava un artigiano ordinato che disponeva i suoi strumenti.
Con la vanghetta, raschiò un po' di terra dal pavimento. Prese la calza e la riempì, facendo attenzione a non versare la terra fuori. Piantò la vanghetta, e chiuse l'imboccatura della calza con del filo di ferro. Con delicatezza, posò la calza piena sul tavolino.
Il nemico seguiva il tutto con aria spaventata.
Per ultimo, il sergente  tirò fuori quello che sembrava un rotolo di nastro adesivo, piuttosto largo e spesso, e delle forbici di sicurezza.
Ccontemplò il tutto, indossò una mascherina bianca da medico sulla bocca e per ultima, una visiera protettiva di plastica trasparente
Finora, non aveva degnato di uno sguardo la vittima.
Si diede una pacca sulla fronte.
“Che imbecille che sono!”
Tirò uno piccolo attrezzo metallico, somigliante a un apparecchio dentistico, ma con degli strani volani, e lo appoggiò sul tavolino.
Solo ora fissò il prigioniero.
Il paziente fu sommerso dal sudore gelido.
Il suo torturatore aveva lo stesso sguardo che aveva visto nei beccai quando fissavano la capra da sgozzare. (Blackjack annusò l'odore della paura, e ne fu soddisfatto.)
Con tranquillità, sempre seduto, il sergente prese il nastro adesivo, ne tagliò un pezzo con le forbici.
Metodicamente, riappoggiò le forbici e il rotolo nello stesso posto.
Si alzò e applicò il nastro adesivo sulla testa del personaggio. Il paziente sentì l'appiccicaticcio sulla pelle della testa.
Blackjack sillabò:
“Uno... due... tre...quattro...”
E tirò il nastro. Non brutalmente, ma strappando lentamente i capelli.
Il nemico si agitò sulla sedia e mugolò dal dolore.
Gli depilò la testa con efferata lentezza, e poi passò alle guance e alla gola.
Poco dopo, si erano accumulati una decina di pezzi di nastro davanti alla sedia.
Il prigioniero piangeva e si contorceva.
Il sergente controllò che nessuna ciocca di peli fosse rimasta, e indossò un paio di guanti chirurgici.
Prese la bottiglietta e gli versò il contenuto sul cranio.
Il paziente sembrò impazzire. La testa gli diventò di un colore rosso violetto.
Con gesti da barbiere, il sergente spalmò il liquido sulle guance del prigioniero, che si dibatteva disperatamente, poi tolse il morso.
Il suppliziato cacciò un urlo.
Indifferente,il soldato prese l'attrezzo metallico e glielo infilò il bocca.
Tenendogli la testa ferma, lo regolò. Il prigioniero si trovò con la mascella quasi slogata.
Blackjack usò una piccola lampada a stilo per guardare nelle fauci del prigioniero.
“Bene, bene!”
Disse con aria soddisfatta.
Prese le tenaglie e gli strappò un molare d'oro.
Il poveretto si afflosciò sulla sedia. Il sangue gli colava dalla bocca spalancata.
Il sottufficiale mise il dente d'oro nella bacinella e appoggiò le tenaglie.
Guardò il prigioniero con noncuranza. Con due dita, lo prese per il naso e gli sollevò la faccia. Era evidentemente svenuto.
Sospirando, prese l'attrezzo a forma di penna e lo appoggiò allo scroto.
L'uomo legato sobbalzò, svegliandosi.
Il sottufficiale gli tolse la museruola.
BASTA! BASTA!Ululò il nemico.
Basta cosa?
Il prigioniero lo guardò fisso.
LA CONVEZIONE DI GINEVRA VIETA LA TORTURA!
Ehh? Ma questa non è tortura. È solo un trattamento preliminare contro la rogna e i pidocchi che hanno i cani come te!Rispose Blackjack con tono stupito.“E poi, stupida scimmia figlia di una troia inculata da 5 iene, la convenzione di Ginevra mica l'hanno firmata, i tuoi padroni... che cazzo vuoi?”.
Al fraseggio, il poveretto ammutolì.
Allora, cominciamo. Tu , bastardo figlio di troia succhiacazzi, sai qualcosa. Noi vogliamo sapere quello che tu sai.
Tenente ...”
Il sergente non gli lasciò continuare con la tiritera. Riappoggiò la penna sullo scroto.
Il prigioniero sobbalzò e gemette.
Guarda, adesso è meglio che tu stia zitto.” Affermò Blackjack rimettendogli il morso.
Lo fronteggiò, lui in piedi e l'altro seduto. “Ti dico una cosa, testa di cazzo. TU PARLERAI.
Ma se parlerai troppo tardi, mi farai incazzare. E io ti farò a pezzi. Ma non velocemente. Tu impazzirai prima di morire. E prima di farti impazzire, ti farò mangiare i tuoi coglioni
Vaticinò.
E posò la penna sul tavolino.
Indugiò un attimo, come se cercasse il giusto strumento, e prese la calza piena di sabbia.
Tenendo l’estremità in pugno, gli fece fare un giro a vuoto.
Soddisfatto, cominciò a lavorare. Un gesto del polso, e la calza piena di sabbia impattava sulla fronte del paziente. Senza fretta, senza eccessiva violenza.
Dopo due minuti, il sergente si fermò e gli tolse il morso. Il nemico emise un urlo stridulo, terribile, subito bloccato da una scarica elettrica sulla lingua.
Allora?”
Chiese Blackjack in tono gioviale.
NO!NON DIRO’ NIE...” Scarica.
Va bene, ricominciamo. Ti assicuro che mi sto divertendo,succhiacazzi.”
Gli rimise il morso e ricominciò.
Il tempo passava. Tap, interruzione, tap. La calza sbatteva a intervalli regolari.
Dopo due ore, il paziente iniziò a piangere e a contorcersi.
Il sergente sapeva che avrebbe ceduto. Quelli che resistevano alla tortura si chiudevano in se stessi, diventavano inerti, delle pietre che non sentivano nulla.
Completò gli ultimi 10 colpi, poi tolse la museruola.
Il nemico si limitò a gemere.
Allora?” chiese allegro il sergente.
basta... basta...
Dipende da te
Cosa... cosa volete...
Dove si trova *** ***. Sappiamo che non è scappato.
Ma non lo so...
Diccelo lo stesso
non lo so...
Non farmi incazzare, succhiacazzi...
Affermò Blackjack, cambiando il tono da gioviale in minaccioso.
Via della luce 70, appartamento b al terzo piano!
Il sottufficiale non mutò espressione. Sapeva che era una balla, ma non poteva scoprire le le sue carte.
“mmm...”
Prese il palmare e digitò un numero.
“Allora... che mi dici di via della luce 70, appartamento b, terzo piano?”
Chiese a una segreteria telefonica.
Attese un attimo, fissando iroso il paziente davanti a lui.
“Ah! D'accordo!”
Rispose a un immaginario interlocutore.
Succhiacazzi... la mammina troia non ti ha detto che dire le bugie è peccato?”
Il prigioniero si mise a tremare visibilmente.
Cambiamo un attimo giochino...” Disse il sergente prendendo il sacchetto di plastica.“Ah... lo sai che ci è morto un tuo collega qua dentro?” Affermò Blackjack.
no! NOOO!! NOOO!!!” Gridò il paziente in preda al panico.
Con calma spietata, il sottufficiale gli infilò il sacchetto in testa, legandolo sul collo mentre il prigioniero si dibatteva.
Risparmia il fiato, fessacchiotto!”
Disse ilare Blackjack.
Il sacchetto si gonfiava all'espirazione e si rattrappiva all'inspirazione, mentre il paziente cercava di mordere disperatamente la plastica.
A un certo punto, cominciò a ansimare a vuoto. Fissò con gli occhi spalancati il sergente, che gli sorrise da dietro la mascherina.
Boccheggiava come un pesce rosso. A un certo punto, vomitò. Il liquido riempì la base del sacchetto.
Il corpo legato cominciò a rilassarsi. Un ultimo spasmo, poi si lasciò andare.
Quando fu sicuro che il nemico fosse svenuto, il sergente allentò il nodo sul collo e tolse il sacchetto. Il vomito si versò sul corpo del prigioniero.
Il sergente lo rianimò con la scarica elettrica.
Il paziente tirò un lunghissimo respiro da persona che sta annegando.
Allora?”
Pietà...
Non dire cazzate. Dove si trova ***?”
Via del cavallo 7, appartamento 5a
“mmm...”
Il sergente rifece la stessa pantomima di prima, ma con un numero diverso.
Gli rispose una voce maschile.
“Hai qualcosa?”
“Allora... che mi dici di Via del cavallo 7, appartamento 5a?”
“Dammi 30 secondi...”
In questo caso, Blackjack era abbastanza sicuro che il prigioniero avesse detto la verità.
Attese fissando impassibile il nemico.
Dopo 5 minuti, l'interlocutore rispose.
“Questa è genuina. Stiamo mandando il goku-comm (1).”
Il sottufficiale chiuse la comunicazione e squadrò il prigioniero.
Sei stato bravo...
Estrasse da un taschino una piccola siringa. Mentre il nemico lo fissava terrorizzato, gli iniettò il contenuto in una spalla.
Questa è la tua ricompensa.
Il paziente si afflosciò.
Il soldato cominciò a raccogliere meticolosamente i suoi strumenti. Svuotò la calza della sabbia e il sacchetto dal vomito. Mise tutto nella borsa e ripiegò il tavolino.
Dopo queste operazioni, slegò il prigioniero che cadde per terra.
Blackjack aspettò.
Il corpo a terra lentamente si svegliò. Il nemico aprì gli occhi. Quando vide gli stivali del sergente si rattrappì automaticamente, come se tenesse altre percosse.
Smettila. Sei libero.”
Co...me?
Non ci servi più. Vattene!”
Il poveretto si guardò attorno, come se fosse uscito da un brutto sogno.
Vattene!” Ripeté il sottufficiale e fece il gesto di prenderlo a calci.
Il nemico si rialzò in fretta e fuggì nudo dal portone.
Il sergente lo seguì. All'esterno, i soldati ridevano di quel tizio nudo come un verme e con la testa depilata. Alcuni, quando gli passava vicino, gli mollavano uno scappellotto o una pedata, come a un cane randagio. L'ex-prigioniero fuggì via.
Blackjack si tolse gli ammennicoli sulla testa, prese un sigaro e lo accese. Mentre lo assaporava, emerse un sorriso maligno.
La siringa, oltre a un blando anestetico, conteneva un enzima particolare che aumentava le emozioni... adesso il fesso volava trascinato dal sollievo di essere libero, ma quando lo stress post-traumatico si sarebbe palesato, il nemico rilasciato avrebbe cominciato a sentirsi veramente male... e se si fosse trovato un'arma in mano sarebbe diventato pericoloso per sé stesso e gli altri.
L'ex-prigioniero era diventato una bomba a tempo.



(1) goku= prefisso indicante un piccolo reparto specializzato o radunato per l'occasione: goku-comm(ando) goku-man(dria) (mandria sta per gruppo di tank) ecc.
L'abitudine è di usare solo le prime 3 o 4 lettere e elidere le altre.



6 commenti:

  1. Paolo aus Triest27 novembre 2012 18:23

    Oh, finalmente ritorna il radioso futuro di sangue, m***a e pallottole...

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  2. unico appunto, ma é un gusto personale,
    l'utilizzo di parole tronche e composite
    sa un po' troppo di neolingua,
    non so se hai presente 1984 di Orwell

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  3. ehehe... il mio intento è di far parlare i protagonisti in un gergo "militare"... appunto, scarsamente comprensibile al di fuori dell'ambiente.

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  4. Da Giovanni Maria Boffi
    guruni@bigfoot.com

    Come sempre quanto scrivi e' di lettura piacevole.
    Un osservazione e una domanda.
    L'ossevazione
    La pagina ha un problema di formatazione.
    Il testo del racconto, e' scritto inizialmente in carattere bianco su sfondo scuro ma da un certo punto in poi, hai adottato un carattere bruno su sfondo scuro. Questa seconda combinazione rende il racconto illeggibile.

    La domanda
    Descrivi il mestiere delle armi alla moda di Sven Hassel.
    Descrizioni piu realistiche della vita militare, alla Hans Helmut kirst o alla Joseph Heller, non compaiono mai.
    Ha cosa e' dovuta la tua preferenza?

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  5. la formattazione è un problema di blogspot. succede con i testi troppo lunghi.

    suppongo da quello che ho letto... McNab,Jünger,Cendrars, e anche Hassel. la mia è la descrizione di un conflitto di un esercito di incapaci volenterosi contro un esercito di professionisti che hanno ben chiari i loro obbiettivi.

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