mercoledì 28 novembre 2012

sketch di un romanzo/sceneggiatura/fumetto da fare. La manifestazione


Il grande viale panoramico si era riempito di folla. Trattenuti dalle transenne e vigilati dai poliziotti, essi attendevano la Manifestazione. Nessuno agitava le bandierine verdi che teneva in mano, perché non gli era stato ordinato.
Le telecamere, spente, aspettavano.

Ad un tratto , dal fondo della strada si udirono dei passi cadenzati e una musica marziale.
Arrivano!
I poliziotti fecero un gesto, e la folla cominciò a gridare incitazioni e a sventolare le bandierine.
Le telecamere iniziarono a riprendere mentre il cronista, con voce perfettamente impostata, declamava di quanto il popolo amasse il regime, di quanto il regime facesse per il popolo , di quanto dio amasse il suo popolo, eccetera eccetera.
I membri del partito marciavano strettamente inquadrati, gli sguardi fissi, le le punte dei piedi alzate in un passo di ballerina.
A circa metà del viale, alzarono rigidamente il braccio destro in un saluto perfetto e urlarono:” DIO È GRANDE!”. Lo strepitio della folla aumentò.
La colonna avanzò fino alla fine della strada, con il braccio levato e ripetendo ritmicamente l'invocazione.
All'inizio e alla fine del viale panoramico, all'altezza dei primi piani delle case, apparvero delle ombre fuggenti, inseguite da un rumore di reattori. Le ombre passarono velocissime sopra le teste dei militanti, lasciando cadere cascate di strane palle gialle.
La colonna di divise sparì nei lampi di una serie di detonazioni poco sonore.
Al centro della strada ci fu una esplosione più corposa. Tre masse infiammate caddero a terra. Le telecamere trasmisero in diretta l' orribil spettacolo.
Le esplosioni erano state così inattese, così assurde, che non c'era stato neanche un grido dalla folla. Alcuni spettatori tra i più vicini alle transenne caddero lamentandosi, le gambe scartavetrate.
La folla iniziò a urlare allontanandosi. Cominciarono a cadere, a calpestarsi e a uccidersi. Le telecamere continuarono a riprendere, ma la sala regia aveva interrotto il collegamento.
Sulla strada rimasero i resti dei membri del partito, alcuni ridotti in poltiglia.


Rapporto finale operazione “gaio febbraio” (denominazione in codice bombardamento mirato sulla città di ***)

L'operazione “gaio febbraio” era concepita per:
A: fini propagandistici. Si voleva colpire i simboli del nemico più visibili.
B: mettere fuori combattimento un discreto numero di sostenitori del regime.

Per ottemperare l'obbiettivo A, si è deciso di colpire con un un bombardamento di precisione una manifestazione pubblica, più specificatamente una sfilata dei membri del partito.
La più grande e seguita si svolgeva nella città di ***, con un discreta copertura mediatica.
Data la necessità propagandistica di ridurre al massimo i danni per i nemici non combattenti, si è stabilito l'uso di missili cruise acob-3 come vettori, con munizionamento DIME (1) come carico.
Per effettuare la saturazione di bombardamento voluta, sarebbero stati sufficienti due missili, ma si è voluto mantenere un alto grado di sicurezza mediante ridondanza, quindi è stato stabilito di lanciare 4 missili da due sommergibili diversi, uno dislocato nel mare orientale e l'altro nel mare occidentale. L'azione era programmata per il giorno 12 febbraio.
Le due unità, lo S-301 e lo S-250, hanno lasciato la loro base il 7.
Dopo essere arrivati nella zona di lancio il giorno 10 in navigazione silenziosa, hanno atteso sott'acqua l'ora dell'azione.
L'unità S-301 e l'unità S-250 hanno lanciato i loro missili rispettivamente alle ore 12.45 e 13.00 del giorno 12.
Dopo il lancio, i sommergibili sono tornati alla base senza problemi.
I quattro missili hanno seguito il percorso programmato (vedi cartina) per eludere il sistema di allerta nemico. I missili non sono stati rilevati e il sistema antimissile nemico non si è attivato. Dei quattro missili, ne sono arrivati sul bersaglio tre. il missile disperso è apparentemente caduto per un guasto (è stata iniziata la ricerca dei rottami da parte del servizio segreto sul territorio nemico, ed è stata aperta un'inchiesta.)
Le bombe sono state sganciate in perfetto orario. La manifestazione bersaglio era anch'essa in orario e si sono ottenuti i risultati voluti.
Da dati segreti del sistema ospedaliero nemico sono stati eliminati 1353 appartenenti al partito (tra uccisi nel bombardamento e morti in ospedale). I dati sui nemici non armati coinvolti non sono molto chiari. Circa una decina di nemici non armati sono stati ospedalizzati per ferite riconducibili alle DIME , mentre almeno 300 persone sono state ricoverate per lesioni dovute al fuggi-fuggi successivo. Sembra anche che che 50 nemici non armati siano stati uccisi nella calca.
Dai dati di share del sistema radiotelevisivo nemico, almeno 10 milioni di nemici sul territorio nazionale hanno visto il bombardamento e i suoi effetti in diretta.
I nostri analisti calcolano che questo evento abbia abbassato di 3 punti percentuali il “livello del morale” dei nemici presenti sul nostro territorio.
La notizia è stata diffusa sul circuito internazionale, ed è stata inserita come notizia principale sui almeno 5 telegiornali di reti in lingua nemica per almeno 3 giorni.

Si può dunque considerare la missione come un pieno successo.
Il “consiglio dei saggi” ne raccomanda la reiterazione, se possibile.

Appendice:

Si sta studiando la possibilità di portare un attacco simile in una grande manifestazione religiosa nemica (operazione iconoclasmo).
Gli analisti sono divisi sulle conseguenze propagandistiche e e sul morale nemico di questa possibile azione.


(1) munizionamento specializzato per ottenere esplosioni letali a breve raggio.

6 commenti:

  1. mmm dovresti tratteggiare anche i capi delle stupide scimmie che hanno colonizzato l'europa.
    chissà perchè non mi stupirei se fossero europeissimi e comunisti, atei fino a che non sono stati folgorati dalla bontà e dalla virtù etnica/equocazzolandia/blablabla islamica.
    non siam mica qui a ingoiare prosiutti con l'osso!


    :D

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  2. beh, nella mia visione ci sono, ma nell'entità nemica hanno dei ruoli miserabili, da comprimari di basso livello... una nuova coniugazione del verbo badogliare.

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  3. Paolo aus Triest13 dicembre 2012 19:19

    Fantastico. Il motto potrebbe essere più se ne inceneriscono meglio è ;D

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  4. l'idea mi è venuta vedendo i funerali di hamas.. un petardo su quelle pagliacciate e i beduini starebbero zitti e schischi.

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