mercoledì 15 maggio 2013

ketch di un romanzo/sceneggiatura/fumetto da fare. il passaggio



Maurizio aspirava con avidità l'aria salmastra.
Ci era riuscito. Quella che aveva cessato di essere la sua Patria, si allontanava lentamente dietro il traghetto.


Nel petto di Maurizio si diffuse un dolore caldo e vetroso. Tossì. Continuò a tossire in modo secco e lacerante, coprendosi la bocca con uno straccio che era stato un fazzoletto. Smise di tossire e ansimò dolorosamente, mentre sul viso scorrevano le lacrime. Guardò il fazzoletto. Il sangue fresco ricopriva il sangue coagulato.
Non gli importava.
Nell'esaltazione dovuta alla febbre, la certezza della propria morte gli era indifferente.
Dopo la sua personale Catastrofe (una delle tante della Catastrofe collettiva), aveva avuto solo due desideri: andarsene dalla Cultura, e uccidere più appartenenti possibile alla Cultura.
Dato che il secondo proposito gli era stato oggettivamente impedito, e che lo stesso impedimento aveva differito il primo proposito, adesso era felice. Per quanto può essere felice un uomo coi giorni contati.
Rimase sul ponte passeggeri tutto il viaggio, guardando verso sud, mentre gli altri viaggiatori distoglievano gli occhi da quel vecchio straccione.
Quando la nave arrivò a destinazione, Maurizio si mosse barcollando. Senza volerlo, si trovò davanti nella fila di quelli che sbarcavano.
Scese dalla passerella, e mise i piedi a terra. Terra libera.
Forse un tempo si sarebbe inginocchiato e avrebbe baciato il suolo, ma l'età e e le sofferenze avevano rosicchiato certi suoi atteggiamenti teatrali.
In fondo alla banchina si ergeva una parete di reticolati. I doganieri controllavano l'unico passaggio.
I passeggeri sbarcati si incolonnarono ordinatamente. Un poliziotto con una mascherina camminava lungo la fila, con un atteggiamento da cane da pastore. Notò subito quell'uomo male in arnese che tossicchiava.
Gli si avvicinò.
Signore. Signore. Si sente male?”
Chiese con tono preoccupato.
Maurizio si voltò verso quell'uomo in divisa. Vide che era giovane e che sembrava veramente preoccupato. Era molto diverso dalle uniformi che conosceva. Gli sorrise timidamente.
Figliolo, non avvicinarti. Ho la tisi.”
Mio Dio! Dobbiamo portarla subito in ospedale!”
Replicò il pubblico ufficiale prendendolo per il braccio, però con delicatezza.
Ma no, figliolo, lascia perdere. L'unica cosa che voglio è morire qua...” Protestò debolmente Maurizio “Lontano da quei maledetti.”
Il poliziotto insistette. “Non posso lasciarla così”
Ti prego, non serve a niente...”
L'uomo in nero parlò al microfono del suo walkie-talkie.
Poco lontano, si accese una sirena.
Con gentilezza, ma con fermezza, il poliziotto trascinò Maurizio oltre il passaggio. Lo explosive & metal detector non trillò. Il vecchio aveva addosso solo i vestiti.
Arrivò l'ambulanza. I paramedici lo presero in consegna dalla legge, gli fecero un esame sommario e lo infilarono nel cassone.
Maurizio era frastornato, e li lasciò fare. Era da più di un decennio che nessuno si occupava in quel modo di lui.
L'ambulanza partì.

.......

Maurizio giaceva su un letto d'ospedale, in una stanza singola. L'odore delle lenzuola pulite lo ubriacava.
Era passato del tempo, ed era stato tenuto a lungo in coma farmacologico. Il dolore al petto era molto ridotto, e non tossiva quasi più.
Il medico curante, un uomo spelacchiato afflitto da una fretta inguaribile, gli aveva detto che lo avevano salvato all’ultimo minuto, quasi tirandolo per i capelli.
Quando Maurizio aveva capito che non stava per morire, era caduto in uno stato di malinconica inquietudine.
Cosa faccio adesso?” Si chiedeva, senza trovare una risposta.
Il pensiero delle sofferenze passate gli gravava addosso, e sentiva che il suo ODIO si era ingigantito. L'odio è qualcosa di brutto, di corrosivo, si ricordava di aver creduto un tempo.
Ma oggi l' ODIO era ormai parte di se stesso, non come la tisi, ospite inatteso e sgradito, ma come un proprio organo, che pulsava all'unisono con il cuore.
Immerso in questi pensieri, quasi non si accorse che erano entrate delle persone nella sua stanza.
Si riscosse.
Uno dei due era un uomo grande dalle pelle scura, con una testa calva e nobile. Indossava una divisa con pochi fronzoli. L'altra era una donna coi capelli corti, anche lei in divisa, ma con l'aria da impiegatuccia.
Un poco intimorito, un poco curioso, Maurizio aspettò che parlassero.
Buongiorno, Signor ***.” Esordì il negro, con una voce profonda e gradevole. “Sono il generale *** ***.”
Disse protendendo la mano.
Buon... giorno, generale. Mi chiami Maurizio.”Rispose ancora un po' interdetto Maurizio, stringendogli la mano più forte che poté.
Il Generale si sedette sulla sedia vicina al letto. “Non mi piace perdere tempo, quindi veniamo al sodo. Nella fase di coma farmacologico, i medici hanno registrato i suoi pensieri, e hanno scoperto che lei nutre un odio assoluto verso la Cultura.”
Ah! Non c'era bisogno di violarmi la testa. Bastava chiederlo!” Motteggiò Maurizio, leggermente infastidito.
Il Generale lasciò sfuggire un sorriso.
Oltre a questo, è stata registrata la sua vita dopo la Catastrofe. Adesso noi sappiamo tutto quello che le è capitato.”
E allora?”
La sua storia personale, assieme a altre caratteristiche, la rendono un soggetto ideale per un progetto delle forze armate della Repubblica.”
Ma... sta scherzando?”
Non scherzo affatto”
Non vede come sono ridotto?”
E' un problema risolvibile” Affermò il Generale, assoluto.
Davvero?” Chiese Maurizio, lasciandosi sfuggire una speranza.
Le spiego più nei dettagli. Il progetto verte su trasformare delle persone estremamente motivate, come lei, in organismi cibernetici, da inserire nelle forze armate. Queste persone ci serviranno per la guerra.”
La ... guerra? La Repubblica vuole fare la guerra alla Cultura ?”
Si. Non sarà domani, ma tra qualche anno. Abbiamo bisogno di uomini che conoscano bene il nemico e che insegnino agli altri a conoscerlo.”
La speranza si era ingrandita. Il secondo desiderio cominciò a dolere come un dente guasto.
... se ci sarà una guerra, voglio combatterla!” Esclamò Maurizio con foga.
Il grande negro sorrise. “Ne ero sicuro.”
L'impiegatuccia appoggiò un plico di documenti sul letto.
Noi non abbiamo fretta. Torneremo, diciamo tra una settimana, quando lei avrà letto tutta la documentazione. E avrà ragionato a mente fredda.”
Concluse, alzandosi maestosamente dalla sedia.
Maurizio strinse la mano protesa in modo frenetico, ma non se ne rese conto. “Grazie, Grazie”
Continuava a ripetere.
Il generale e l'impiegatuccia lo lasciarono solo, in preda a un vortice emozionale.




Rapporto ufficiale (segreto) sul Soggetto 509.

Il Soggetto 509 è entrato a far parte dell'Armata come cybe dopo un periodo di recupero post implementazione lungo (18 mesi). La degenza inusualmente lunga è stata causata dal contemporaneo trapianto cuore-polmoni. Il trapianto è stato necessario a causa delle precarie condizioni di salute iniziali del soggetto, affetto da tubercolosi polmonare allo stato terminale. Inoltre, l'età del soggetto (63 anni) ha consigliato il trapianto di cuore, per effettuare l'implementazione in condizioni di massima sicurezza. Il recupero è stato ottimale. L'implementazione è consistita nel pacchetto standard (*).
Come standard, il fattore moltiplicativo è stato di 10:1 (**)
Oltre a questo, si è avviata la procedura Shimatzu (***) in quanto il soggetto era compatibile.
il Soggetto 509 ha reagito molto bene a questa ultima procedura, sviluppando la capacità da “uomo santo”.
In quanto soggetto potenziato, gli è stata impiantata inoltre la “sicura di obbedienza” (****).
La previsione di vita operativa del soggetto numero 509 è di 30 anni.
Sono stati inoltre effettuati i piccoli interventi estetici per rendere più facile la sua interazione con i soldati e i civili. Ora il Soggetto 509 ha l'aspetto di un uomo di circa 45 anni.


* = arti artificiali, inserti ossei, ghiandole artificiali di sostegno al sistema immunitario e scheletrico, telecamere oculari, sistema di registrazione e trasmissione dati, potenziamento olfatto e udito.
**= fattore moltiplicativo= rapporto tra la potenza degli arti bioelettronici a massimo regime e la potenza degli arti di un uomo medio. La prove cliniche di collaudo hanno dimostrato che oltre il fattore 10, la maggior parte di soggetti implementati ha problemi psicologici e di controllo fisico.
*** = stimolazione elettrica e ormonale di alcune zone del cervello, per ottenere delle capacità mentali al di fuori della media.
****= sicura di obbedienza : chip innestato nel cervello che provoca un blocco neurale su comando radio (sequenza di segnali unica e specifica per ogni soggetto cybe).

2 commenti:

  1. Paolo aus Triest17 maggio 2013 11:00

    Un suggerimento: dopo la frase:
    Sono stati inoltre effettuati i piccoli interventi estetici per rendere più facile la sua interazione con i soldati e i civili.
    potresti aggiungere:
    ora il Soggetto 509 ha l'aspetto di un uomo di circa 45 anni.
    Così si capirebbe come riesca la sua interazione. Un sergente di 45 anni circa è plausibile, specie in una guerra.

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