giovedì 28 gennaio 2016

sketch di un romanzo/sceneggiatura/fumetto da fare. Sogni.



Il Barbecue andava bene. Il sergente si allontanò dai allegri soldati, dagli allegri canti. Aveva voglia di stare solo. Con una bottiglia in mano, si avviò verso la riva. Si sedette quasi sul bagnasciuga. Laggiù , le voci e le risate arrivano attenuate, ovattate.
Rimase a fissare le onde del mare, senza un pensiero al mondo. Il mormorio lo cullava, rilassante.
Ad un tratto, scoprì seduto accanto a lui un soldato. Il ragazzo, perché era una persona molto giovane, a malapena di diciotto anni, non parlava, soltanto guardava l'incessante rotolare della onde.
Blackjack ebbe la sconcertante impressione di averlo disturbato, e se ne sentì quasi imbarazzato.
Per riparare, pensò di offrigli un sorso di birra.
Scusa, figliolo...” esordì, porgendoli la bottiglia.
Il giovane si voltò, e lo scrutò in faccia.
Vuoi un sorso?”
Alla domanda rispose con un gran sorriso, e fece gentilmente un gesto di diniego.
C'era qualcosa di strano, di diverso, in lui. Non aveva i capelli rasati, e indossava dei pantaloncini corti. Ai piedi, aveva degli scarponi bassi di vecchia fattura, con dei calzettoni rincalzati. Cosa ancora più strana, non aveva neanche un tatuaggio.
Riprese a guardare il mare.
Il sergente sentiva un incomprensibile bisogno di comunicare, stabilire un rapporto.
È bello qua... ci si sente in pace.”
Il giovane annuì.
Ho sempre amato il mare... quando potevo ci andavo sempre con mia moglie... io abitavo a ***, sai?”
Il giovane sorrise di nuovo.
Blackjack si domandò tra se e sé. Che diavolo stava facendo? Non parlava mai della sua vita prima del Passaggio coi soldati... Gli sembrava che fosse necessario giustificarsi con questo sconosciuto.
Il giovane alzò un braccio e indicò alla loro sinistra.
Il sergente seguì il gesto.
Là? È dove sono sbarcati gli invasori... un secolo fa.”
Il compagno annuì di nuovo. Spostò il braccio dall'altra parte e puntò il dito verso un punto preciso dell'entroterra.
Cosa c'è lì?” chiese il sottufficiale.
Il giovane non rispose. Si alzò agilmente, e fece un gesto cameratesco di saluto.
Senza una parola, si incamminò verso quel punto, con le mani in tasca, senza voltarsi.
Il sergente non si mosse. Tutto gli pareva perfettamente logico e razionale.
Quasi senza accorgersene, scivolò nel sonno.
Blackjack si sentiva bene, immensamente bene, immerso in un profumo che sapeva di dolcezza e amore.
Aprì gli occhi e vide il viso di sua moglie. Non ne era né stupito né meravigliato.
Valeria”
Si accorse tenere la testa sulle sue ginocchia, e di essere in tenuta da combattimento.
Valeria!”
Si, Mao, sono io”
Si levò a mezzo e si tolse l'elmo e il mefisto. Sapeva che era un sogno, ma non voleva toccarla con le cose della guerra.
Ri appoggiò il capo sulle sue gambe. Lei iniziò a accarezzargli il volto con le dita, a tocchi leggeri, amorevoli.
Valeria... quanto mi manchi.”
Lo so, tesoro. Anche tu.”
Val... sto per morire? Non mi importa, se starò con te.”
Lei ridacchiò alla sua maniera solita .
No, no, scemone... “ sorrise “... hai ancora da fare, dalla tua parte... Anzi, potrai fare qualcosa per quel povero ragazzo...”
Quel ragazzo?...”
Si. Lui ti ha indicato dove. Cercalo!”
Disse, e gli diede un bacio leggero sulla guancia.
La sensazione del tocco lo accompagnò per un tempo indefinito...

Le strida dei gabbiani lo svegliarono. Blackjack aprì gli occhi e si trovò quasi con i piedi a mollo. Masticando, si passò una mano sulla faccia e guardò l'orologio. Le sette. Aveva dormito all'addiaccio, e all'umido.
La consapevolezza dell'avvenuto lo colpì come una mazzata. Si alzò in piedi di scatto. Con passo quasi furioso, percorse la distanza che lo separava dal luogo che gli era stato indicato.
Quando fu arrivato, esaminò il sito. Una zona erbosa, qualche albero, sassi, niente.
Tornò all'accampamento. I soldati che incontrava erano intimoriti dalla sua espressione. Il Tenente, che si stava lavando i denti, lo vide passare, e si stupì del fatto che non la salutasse come faceva sempre.
Il sergente prese un rilevatore di metalli, una vanghetta e tornò indietro.
L'Ufficiale lo vide allontanarsi. Finì le sue faccende, e chiese ai soldati che incontrava.
Ma che sta facendo il sergente ?”
Tutti risposero alzando le spalle. Così , la giovane donna si mise a seguirlo.
Giunto sul posto, Blackjack attivò il rilevatore e cominciò a battere la zona. Arrivò il suo superiore.
Sergente, che sta facendo?”
Alla voce conosciuta, il sottufficiale si riscosse.
Ah, buongiorno, Tenente!... se glielo dico, mi prende per matto.”
Rispose, e continuò a cercare.
Che lei sia matto, lo so da un pezzo. Che succede?”
Sto cercando... che cosa, lo saprò quando la troverò”
Apparentemente soddisfatta della risposta, la donna lo osservò mentre monitorava il terreno.
BEEP!! BEEP!”
Lo strumento iniziò a strillare. La donna si avvicinò e controllò lo schermo assieme al sergente.
Cos'è?”
Metallo...”
Una mina?”
È troppo in profondità... vede, qua dice più di un metro e mezzo...”
Blackjack mise una pietra chiara sul rilevamento, e iniziò a camminare a spirale, partendo dal riferimento. La macchina frignò altre due volte, e il sergente posò altre due pietre.
Il Tenente aveva una espressione che era identica a un punto interrogativo. Il sottufficiale scrutava sconsolato la vanghetta che si era portato dietro.
Troppo poco... Mia Signora, può restare qua un attimo, che vado a prendere una pala?”
Un momento... non è il caso di chiamare gli artificieri?”
Non credo... si guardi attorno. Non c'è un sentiero... qui siamo lontani da tutto... un IDDA sepolta a due metri dovrebbe coprire perlomeno in un passaggio obbligato...”
Il discorso era sensato. Il Tenente attese mentre il Sergente andava e tornava dal campo. Alcuni soldati, spinti dall'istinto che porta i cani a rincorrere le automobili, lo seguirono. Blackjack cominciò a intaccare il terreno, indifferente. I suoi arti potenziati lo facevano scavare più velocemente di un uomo normale. Gli si formò un capannello attorno. La curiosità era frenata dai gesti dell'Ufficiale.
Scavava sul primo rilevamento. Ogni tanto si fermava e controllava la profondità col lo strumento. A un certo punto, si inginocchiò e cominciò a grattare con le mani. Emerse qualcosa di convesso.
Si alzò un brusio interrogativo.
Con attenzione, il sottufficiale lo liberò dal terreno e lo sollevò per farlo vedere.
Era una specie di elmetto, con uno squarcio su un lato.
Uno dei soldati mostrò grande sorpresa.
Questa poi!... Sergente , me lo fa vedere?”
Il sottufficiale glielo porse.
Il milite lo prese e cominciò a guardarlo da tutte le angolature.
Pensa te! È incredibile!...” Esclamò.
Resosi conto che tutti lo fissavano , si schiarì la voce e spiegò.
Ehm... si tratta di un elmetto del Regio esercito... è vecchio di più di cento anni. Vediamo...”
Sfregò la parte anteriore. Apparve un simbolo sbiadito.
C'è l'ancora... questo è un elmetto della Decima Mas. Hanno giusto combattuto da queste parti.”
Il Tenente guardò sbalordita Blackjack .
Non è ancora finita” Rispose lui alla muta domanda.
Ricominciò a scavare. Apparvero delle ossa, brandelli di stoffa, e altri rottami metallici.
Lentamente, fu portato alla luce uno scheletro completo. Nel teschio, una piastrina.
Il sergente la prese e cercò di leggerla.
La giovane donna adesso voleva delle risposte.
Come faceva a sapere che era qua?”
L'ho sognato...” rispose intontito il sottufficiale.
L'ha CHE?”
No, non proprio, ci ho parlato, ma lui non rispondeva, poi ho sognato mia moglie che...”
Alla parola “moglie” il Tenente scattò come una molla.
NO, BASTA. Non voglio sapere più niente!... e adesso che facciamo?”
Credo che bisogna chiamare il Pater... e , Ragazzi, voglio dei volontari per un plotone d'onore.”
Perché, Sergente?” Domandò un soldato dal pelo rosso.
Lui era uno come noi... ha combattuto, e ed è morto, per proteggere la sua gente, come facciamo noi. Credo sia giusto trattarlo come tratteremmo uno dei nostri.”
Alcuni soldati abbassarono lo sguardo, e tornarono al campo.
Credo che debba vestirmi anche io. Ragazzi, aspettate qua e non toccate niente.”

...

Il Pater e il Bonzo si erano sfidati a una gara all'ultimo bicchiere. Informato dell'avvenimento, il Pater si era costretto a ingoiare due litri di caffè. Il Bonzo, nonostante tutto, reggeva meglio l'alcol. Il Tenente e il Sottufficiale si misero in alta uniforme, come altri dieci soldati. Arrivati alla tomba, il Pater salmodiò in latino, e benedisse la fossa. Poi, aiutato dal Bonzo, mise le ossa, con immensa attenzione, in una cassetta di legno. Silenziosi, alzarono la cassa e la porsero a Blackjack. Il Sergente guardò i soldati.
Soldati, costui era un nostro fratello. È morto combattendo, ed è rimasto qui, solo. Ora che l'abbiamo trovato, possiamo riportarlo a casa. Non è più Solo.”
Il Tenente ruggì: “PLOTONE D'ONORE... ATTÈ!!”
I soldati scattarono sull'attenti.
Il sottufficiale si incamminò passando davanti a loro.
PLOTONE, FIANCO DEX... DESX!”
Tru-ump.
AVANTI MARSH!”




Qualche settimana dopo, un seconda linea fece una ricostruzione facciale virtuale del viso del caduto, partendo dal teschio. Quando la vide, Blackjack riconobbe, con un brivido, il giovane che aveva incontrato. Le ceneri furono poste nel sacrario di ***, e la ricostruzione fu messa nella bacheca del reparto, sotto la dicitura “Ignoto. Aggregato dalla X° MAS. Caduto nel 1944”.

6 commenti:

  1. Paolo aus Triest28 gennaio 2016 23:24

    Una sola parola: Magistrale
    Ha veramente un qualcosa in più dei precedenti della serie.

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  2. penso che i complimenti se esagerati perdano di valore,è molto buono,tocca le corde giuste

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  3. E' molto anacronistico. Quando gli invasori europei sionisti vennero dal mare i palestinesi non avevano certo rilevatori di metalli. Anche i nomi sono sbagliati.
    Voto 2 :-)

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  4. leggi di nuovo, ciccio. magari capisci qualcosa.

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