martedì 12 aprile 2011

Quando si uccidono i cani da guardia, i ladri entrano. (seconda parte)

Avvertenza: questo post è sconsigliato ai comunisti e agli imbecilli in generale. Se dopo la sua lettura si verificheranno eventi quali prolassi emorroidali, collassi epatici o ictus, lo scrivente declina ogni responsabilità.



Per dare un certo peso a queste rassicuranti e sostanzialmente umanitarie parole, il Michè aveva a disposizione 120.000 tra soldati e čekati, sorry, čekisti, 60 cannoni, centinaia di mitragliatrici, un numero imprecisato di aerei e autoblindo. La tattica antiguerriglia era affine al metodo della “fetta di salame”. I sovietici si insediavano in un distretto, vi concentravano la maggior quantità possibile di truppe, di čekati e quadri del partito e iniziavano a risanarlo. I soldati combattevano le gang, i čekati e i politici epuravano il bestiame umano. Finita l’opera rivoluzionaria in un distretto, si spostavano in un altro, e ricominciavano daccapo. Accoppatine di massa e individuali si accompagnavano all’uso dei campi di concentramento, nei quali furono internate almeno 50.000 persone, in maggioranza donne e bambini (15) .

Sembra che Michè avesse promesso alla carogna di sbarazzarsi degli zozzoni in un mese, ma i maledetti si rifiutarono di collaborare, e un mese dopo, il Michè emanò il altro ordine del giorno (il № 171) , più rivoluzionariamente ferreo, e, non pago, il giorno dopo dispose l’uso del gas contro i ribelli superstiti.
Qua occorre dilungarsi un attimo. Il gas disponibile era il cloro, il primo gas usato in guerra, obsoleto per il fronte occidentale, ma estremamente efficace contro degli avversari scarsamente provvisti come i rivoltosi contadini. Del resto, l’Armata Rossa all’epoca non disponeva nemmeno della quantità di maschere protettive per equipaggiare gli artiglieri che avrebbero sparato i proiettili a gas...
In pratica, prima dell’annuncio ufficiale della fine della ribellione, ci fu un solo bombardamento con aggressivi chimici (16) .
Però...
Circa 1.200 ostinati (o disperati) ribelli si erano nascosti nella foresta, affamati e quasi privi di munizioni. Michè diede precise direttive sull’uso del gas in aree forestali, e qualche settimana dopo l’annuncio ufficiale della cessazione della campagna, ci furono dei bombardamenti a gas sugli irriducibili.
Gli unici dati sulla Antonovščina vengono da parte sovietica. Non esistono resoconti da altre fonti. I contadini erano illetterati, e i loro capi furono tutti uccisi. Gli ultimi ostinati zozzoni avevano portato con sé le famiglie, e i bombardamenti successivi alla fine dichiarata della rivolta riguardarono villaggi in aree isolate.
Guardando da un punto di vista storico, il motivo per cui Michè ordinò di bombardare col gas è prettamente tecnico. Mancando dei resoconti precisi sull’efficacia dei gas (17), i sovietici volevano testare la potenza della nuova arma in condizioni operative su bersagli reali, magari per utilizzarla nel deprecato caso di nuove “cagnare”. Da notare che il Michè diede della chiare indicazioni di non gasare i villaggi dei distretti in cui era possibile applicare la tattica della “fetta di salame”, semplicemente perché era economicamente giusto scremare il bestiame umano, e conservare il bestiame mangiabile... usare il gas, un’arma che avrebbe guastato quello che si poteva rub... requisire, sarebbe stato marxisticamente stupido.
Bisogna anche rilevare che stava iniziando la grande carestia che flagellò la Russia dal 1921 al 1923... era logico che i bolscevici arraffassero le scorte per le strutture indispensabili, quali la ČEKA e l’esercito... oltre che per le mense del partito, ovvio (18) .
Dopo tutte queste orribil cose, è lecito immaginare che il Michè fosse una belva umena, una specie di Tamerlano col cappello a punta... Macchè!
Il Michè era un comandante estremamente attento ai bisogni dei suoi uomini (sebbene spietato quando non obbedivano), parlava correttamente il francese e il tedesco, e suonava molto bene il violino, che a volte si costruiva con le sue mani. Dopo la guerra, divenne amico dell’allora oscuro compositore Shostakovich e lo protesse quando rischiò di andare in disgrazia. Sfruculiamo adesso un po’ nella mutanda di Michè.
Fisicamente ben piantato, dall’occhio ceruleo, eccetera eccetera (19) , il Michè piaceva molto alle donne. Si sposò tre volte e sembra avesse una miriade di amanti.... delle mogli, una si suicidò, sembra per il disonore seguito al contrabbando di roba da mangiare da lei effettuato per sfamare la famigghia, l’altra divorziò, non sopportando le ramificazioni sul capo, l’ultima gli diede una figlia, e stette con lui fino alla fine (e mal gliene incolse!).
La guerra civile finì, e il Michè era diventato il più decorato dei soldati sovietici. Nel periodo 1921-22 diresse l’accademia militare sovietica, successivamente fu nominato vice Capo di Stato Maggiore del fronte occidentale (1922-24), vice Capo di Stato Maggiore dell’Armata Rossa (1925-28). Il Michè era un vice, perché il suo superiore era sempre un politico bolscevico...
Nel frattempo erano accadute un sacco di cose. C’era stata la N.E.P. (Nuova Politica Economica) che aveva permesso alla Russia di tirare il fiato e di morire meno di fame, lenin si era lentamente trasformato da carogna viva a carogna morente, per poi diventare finalmente carogna carogna (20), sosso era saltato sulla cadrega della carogna, e in questa gentil tenzone il barbetta era stato buttato fuori dal comitato centrale del partito, dal partito stesso, dalla mensa del Cremlino, finalmente dalla Russia, conservando momentaneamente la testa (è lampante che la cosa più dolorosa fu l’essere buttato fuori a calci dalla mensa), la ČEKA era stata abolita, ma era subito risorta nella GPU, una gloriosa branca della NVKD, per poi ersi nella OGPU sempre sotto l’amato capo Dzerzhinsky, sostituito dopo l’incruenta dipartita da Vyacheslav Menzhinsky, affettuosamente definito “l’ombra di un uomo incompiuto”. Mentre la gloriosa ČEKA cambiava di nome e restava sempre uguale, sosso scatenava la collettivizzazione delle terre con la guerra contro i maledetti kulaki (21). Questa persecuzione e la successiva carestia, secondo I.G. Djad’kin , causarono la morte di 15.2 milioni di persone nel periodo dal 1929 al 1936., e gli epilettici piani quinquennali. L’esercito entrò poco nella gloriosa dekulakizzazione, tranne che per reprimere qualche miserabile che preferiva morire in piedi subito, invece che morire di fame dopo. Alcuni soldati di scarsa fede bolscevica si rifiutarono di sparare ai contadini, e furono giustamente fucilati sul posto.
Ovviamente, tutte queste cose, fregavano poco al Michè, essendo lui un solerte servitore dello stato, forse immemore dello sgradevole battibecco con sosso ai tempi della Polonia...
Però....
Dopo la defenestrazione del barbetta, l’alto comando dell’Armata era stato epurato da quelli che erano considerati suoi amichetti e compagnoni (e il Michè non lo era, evidentemente). Era iniziata la riorganizzazione dell’esercito (22) sotto la guida del Commissario per gli affari militari e navali (23) Frunze...  Frunze, un responsabile capace e efficiente, aveva però stranamente tirato le cuoia sotto i ferri nel 1925 , durante un’operazione di routine... Tutta la Russia pensava che sosso l’avesse fatto fuori, non si sa il perché. Il successore, Voroshilov, era un somaro calzato e vestito, ma caninamente fedele a sosso... sempre nei magici anni venti, ci si era finalmente liberati dei miserabili specialisti ex-zaristi. 3.000 comandanti erano stati condannati, chi alla pena capitale, chi al Gulag (nuovo nome del vecchio campo di concentrazione) e 47.000 persone erano state espulse dall’esercito (che fine abbiano poi fatto, non si sa).
Da un punto di vista non bolscevico, l’esistenza delle purghe nelle forze armate era un autentico controsenso... la categoria sociale che più aveva guadagnato dalla rivoluzione, dopo i comunisti, erano stati i militari. Le forze armate erano diventate uno dei settori più importanti dello stato, ed i comandanti potevano lavorare con pochissime limitazioni.
Comunque, la situazione per un militare era identica alla situazione di ogni suddito sovietico... poteva essere arrestato, e fucilato, in ogni istante, per una qualsiasi incomprensibile ragione decisa dall’alto (24).
Ma tutto questo fregava poco al Michè, essendo lui un solerte servitore dello stato.
Nel 1928 divenne comandante del distretto militare di Leningrado (comandante della regione militare occidentale), nel 1931 Commissario aggiunto per gli Affari militari e Navali, nel 1933 fu insignito dello ”Ordine della Bandiera Rossa” per il suo lavoro organizzativo e le gesta nella guerra civile, nel 1934 divenne vice Direttore della Difesa e membro candidato del Comitato centrale del partito, nel 1935 fu elevato alla massima carica militare sovietica, Maresciallo dell'Unione Sovietica. Come si può vedere, la vita e la gloria sorridevano a Michè (25).
In quel ventennio, iniziò nell’ambiente militare sovietico a svilupparsi il concetto della “Battaglia profonda” una teoria strategica e tattica adatta alle caratteristiche geografiche, culturali e economiche dell’URSS.
Questa teoria non fu elaborata da una singolo pensatore, ma più teorici (26)  ci misero mano, ed ebbe come sostenitori e estensori sia Frunze che il Michè. Una prima enunciazione delle procedure derivanti dalla teoria furono i “Regolamenti da campo” dell’Armata Rossa del 1929, poi ci fu una versione rimaneggiata e adattata alle innovazioni tecnologiche con i “Regolamenti provvisori di campo” del 1936 (PU-36). La teoria fu nominata “Operazioni profonde” (Glubokaya operatsiya).
Il concetto principale di questa teoria era che tutte le forze sul campo di battaglia dovessero essere coordinate e agire d’intesa, per ottenere uno sfondamento del fronte nemico. La differenza con le teorie della I° G.M. era che lo sforzo offensivo doveva essere proseguito fino a sconvolgere le retrovie logistiche nemiche. Quindi, a un primo scaglione detto d’assalto, doveva corrispondere un secondo scaglione di forze estremamente mobili e con grande potenza di fuoco, (negli anni ‘30, fanteria meccanizzata e corazzati.
Nel concetto dello sfondamento, le Glubokaya operatsiya erano simili alla “blitzkrieg” nazista, però con le differenze sostanziali che non esisteva l’ossessione tedesca della battaglia decisiva, e le offensive potevano essere sferrate contemporaneamente in diversi punti del fronte. Inoltre, una particolare attenzione veniva posta all’aviazione, che veniva considerata lo strumento ottimale per la protezione dei fianchi dell’avanzata in territorio nemico (27). .Mentre Michè pensava e accumulava nastrini, la storia progressista avanzava... nel 1934 Menzhinsky toglie il disturbo, e sale al comando della ČEKA Genrikh Jagoda, sostituito e massacrato manualmente nel ‘36 da Nikolai Ežov, saggiamente nominato “nano malefico”. Tutti questi cambiamenti di nomi della sbirraglia e di capo sbirri interessavano poco... quelli che erano nei gulag non vedevano cambiamenti nella loro agonia, e quelli che ne erano fuori non credevano di entrarci.
Come precedente detto, il Michè viveva felice e maresciallo. La sua Armata Rossa stava progredendo, Michè si interessava a tutti i nuovi aspetti della tecnologia militare (aviazione, paracadutismo, missilistica (28)), suonava il violino, scriveva articoli e libri (una 120ina di argomento militare, e un libro sulla liuteria), viveva con la famiglia, (madre, moglie e figlia), e visitava periodicamente qualche amante.
Ma le cose stavano per cambiare...
Nell’agosto 1936 furono arrestati il Generale V.M. Primakov, Comandante del Distretto Militare di Kharkov, e il Generale V.I. Putna, che era stato Addetto militare all’Ambasciata di Tokyo, Berlino, Londra. I suddetti furono interrogati (torturati) a lungo, con estrema serietà professionale, direttamente sotto la supervisione del “ nano malefico”. Le loro sincere e attendibili deposizioni incastrarono altri ufficiali tra i quali Michè.
Sembra che il Michè non si inquietasse più di tanto quando furono arrestati i due... del resto, essendo lui un solerte servitore dello stato e pure maresciallo, che gliene poteva fregare?
Ma...
L’undici Maggio 1937 Michè divenne comandante del distretto militare del Volga, e licenziato dalla carica di vice Direttore della Difesa... nei fatti una degradazione inaspettata e incomprensibile.
Il ventidue Maggio 1937 il Michè fu arrestato in segreto, mentre si stava recando al suo nuovo comando (29). Tradotto nella prigione della Lubyanka a Mosca, subì le opportune pressioni fisiche sempre sotto la supervisione diretta del nano fetente. Fonti riportano che fu isolato in una cella sotterranea, con la compagnia di un cadavere semi decomposto e mordicchiato dai topi, specificato come (non si sa bene in che modo) quello di un “traditore e spia”. Inoltre, al Michè fu aizzato contro un ratto (una ratto fassista o un ratto comunista? Non ci è dato di sapere). Dato che non cedeva, fu legato nudo a un palo con i genitali inseriti in un tubo, e in quel tubo c’era il povero roditore di prima, o un altro. Il tubo fu lentamente arroventato per superare la naturale ripugnanza del roditore, e accadde quello che si può facilmente immaginare.
Inoltre, la figlia adolescente di Michè affermò che era stata portata alla presenza del padre, ed era stata minacciata di stupro se non avesse ceduto.
Torture peggio che medioevali!
Personalissima opinione, quella dei roditori è una leggenda. Non perché i torturatori non avrebbero potuto farlo (anzi, sembra proprio fosse un metodo tipico), ma perché trattasi di tortura distruttiva, inadatta per soggetti che avrebbero dovuto essere fotografati dopo la sessione, e anche perché, come riporta Solgenitcyn, l’interrogatorio tipo della ČEKA (30) ai dotati di tessera comunista era di questo tipo:
Tu sei comunista? ”
Ehm, si...”
Bene! Allora firma qua.”
Ehm... qua c’è scritto che io avrei avuto rapporti anali con una statua di stalin...”
E allora?”
Ma non è vero...”
Come? Vuoi contrastare il Partito?”
Ehm, no...”
Il Partito dice che tu hai fatto questo, e quindi lo hai fatto! Sei contro il Partito?”
No!
Vuoi tradire il Partito nella lotta contro la vile plutocrazia occidentale?”
No!
E allora firma!”
E il bravo sovietico firmava ( e il Michè era un bravo sovietico). La minacciata violenza carnale alla figlia, invece, è estremamente probabile.
Dopo il trattamento ammorbidente, Michè sbrodolò tutta la terribile verità: Era stato reclutato dai capitalisti nel 1928, era un agente tedesco, aveva complottato con Bukharin per dividersi il potere, e altre brutte cose. Queste sono le cose scritte sulla deposizione. Magari il Michè affermò anche che faceva le boccacce di fronte a un ritratto di stalin, ma questo (pur essendo realmente un crimine peggiore dello spionaggio e del tradimento) non fu registrato.
Ovviamente, il Michè non era l’unica vittima della purga. Gli ufficiali arrestati e processati nello stesso procedimento erano:
Generale A.I. Kork, Capo dell’Accademia Militare Frunze.
Generale I.P. Uborevich, Comandante del distretto militare di Leningrado.
Generale V.I. Putna, Addetto militare all’Ambasciata di Tokyo, Berlino, Londra.
Generale R.P. Ejdeman, Responsabile della OSOAVIAKHIM (31) 
Generale B.M. Feldman, Capo della sezione personale dello Stato Maggiore.
Generale V.M. Primakov, Comandante del Distretto Militare di Kharkov
In pratica, tutta la dirigenza militare dell’epoca (32). O meglio, i dirigenti militari capaci di pensare e ragionare. Vennero tutti processati insieme da una giuria di alti ufficiali (di cui la maggioranza sarebbe stata fucilata entro un anno). L’accusa era sconcertante: Creazione di una organizzazione militare controrivoluzionaria, tesa a rovesciare il potere sovietico, instaurare una dittatura militare, e a restaurare il capitalismo (33).
Il Michè durante il processo. Notare lo sguardo sfuggente da traditoro...
Sembra che il Michè, sentite le accuse, dicesse :”Mi sembra di sognare (34) ”.
I colp... gli accusati furono molto collaborativi, e spiegarono per filo e per segno i loro mostruosi e inumani delitti al tribunale.
Alla fine del processo, al Michè fu concesso di proclamare questo edificante discorso di fronte al collegio giudicante:
Voglio dire che ho trascorso la guerra civile come un onesto cittadino sovietico, come un onesto soldato, come un onesto comandante dell’Armata Rossa. Non risparmiando le mie forze, ho combattuto per il potere sovietico. Ma durante il mio percorso, mi sono accostato all’opportunismo di destra e al tre volte maledetto trotzkismo, che mi ha portato alla intelligenza col nazismo e con lo stato maggiore Giapponese. Non mi sono ucciso per amore del nostro esercito, per l’amore che porto all’Unione Sovietica, nonostante fossi un vile traditore controrivoluzionario. Lo sapete che, nonostante tutto questo, ho effettuato un utile lavoro nel campo degli armamenti, della formazione militare e in altri aspetti della vita dell’Armata Rossa. Il crimine è così grave che è difficile parlare di misericordia, ma chiedo al tribunale di credere che io sono completamente onesto, non ho segreti per il governo sovietico, non ho segreti per il partito. E se io muoio, muoio con un profondo senso di amore per il nostro paese, il nostro partito, per il commissario Voroshilov, e per il grande stalin.
Questa schifezza sembra impossibile sia uscita dalla bocca di un uomo coraggioso, quale si era dimostrato il Michè, ma essendo un credente bolscevico, è sicuro che lo abbia fatto. Diciamo ,tanto per abbellire la sua memoria, che magari il Michè si abbassò tanto forse perché gli era stato assicurato che la sua famigghia e la sua vita sarebbero state risparmiate. Cosa che, giustamente (35), non avvenne.
Il verdetto del tribunale fu “Morte!”.
Ricordatevi che era tutta una tragica farsa, con un verdetto già scritto, con le battute e le confessioni dei colpevoli suggerite dai torturatori, a chiusa di tutto mancavano solo le firme dei giudici burattini e morituri.
Sosso attendeva trepidante la sentenza (immagino che il suo atteggiamento fosse simile a quello di un regista che guarda il suo film). Quando ne fu informato, disse ieraticamente laconico, accompagnando le parole col caratteristico gesto del braccio: “D’accordo.”
Ricevuto l’ordine, il capitano della ČEKA Vasili Blokhin (lo specialista del “chernaya rabota” (36)) aprì la porta della cella sotterranea e portò il vile e miserando traditore in un’altra stanza col pavimento di cemento, con al centro uno scarico tipo doccia. Lì, l’uomo che aveva guadagnato 3 medaglie zariste al valore, l’ordine di lenin, l’ordine della bandiera rossa, che aveva comandato eserciti, accademie, studiato strategie, si sorbì “i nove grammi (37)” nella nuca. 
Non ci è dato di sapere se disse qualcosa, o se, cadendo, sbattesse il muso sul pavimento.
Qui finì la ventura terrena di un militare Russo, che ammazzò più Russi che nemici esteri.
La madre, le sorelle coi mariti, i due fratelli e la moglie di Michè, e pure qualche amante furono sollecitatamene piazzati al gabbio, immediatamente dopo il suo arresto. Qualche tempo più tardi, la vedova, i due fratelli e i mariti delle sorelle furono fucilati per ordine diretto del mattacchione, e i restanti tradotti nel gulag, dove morirono la madre e una sorella. La figlia di Michè fu relegata in un orfanotrofio di “figli di nemici dello stato”, dal quale uscì, all’età di 17 anni, per entrare direttamente nel gulag, senza nemmeno passare per un tribunale (38).
Come per lenin, si può dire che una delle più grandi iatture della Russia sia stata prima la nascita di Michè, e poi la sua morte. Il Michè non fu certamente l’unico responsabile dei massacri della guerra civile, ma fu uno dei principali strumenti della distruzione. E paradossalmente, la sua morte, (come la morte della carogna che lasciò campo libero a sosso), fu un’altra catastrofe ancora peggiore per la Russia, perché la lasciò quasi indifesa contro l’attacco nazista.
Il processo agli otto comandanti non aveva solo un valore in sé, ma serviva alla ČEKA da pretesto per i arresti successivi... ovvero, bastava indicare come accusa “ partecipante al complotto militare” e il gioco era fatto. Con questa comoda menzogna, nove giorni dopo la dipartita di Michè, furono arrestati 980 comandanti dell’esercito e commissari politici. Il volume “la storia dell’Urss dal 1917 a oggi” di Mihail Geller e Aleksandr Nekrič riporta a pag. 352 : “Dal Maggio 1937 al Settembre 1938 furono vittime delle repressione circa la metà dei comandanti di reggimento, quasi tutti i comandanti di brigata, tutti i comandanti di corpo d’armata e i comandanti dei distretti militari, membri dei consigli militari e responsabili delle direzioni politiche di distretto, la maggior parte degli addetti politici di corpo d’armata, di divisione e di brigata, circa un terzo dei commissari di reggimento, un terzo degli insegnanti delle scuole militari.”(39).
È facile immaginare come questo sconvolgesse profondamente l’Armata Rossa. Una organizzazione complessa come una forza armata è costituita di un tessuto ben fitto, e difficile da costruire e consolidare.
Letteralmente, un’intera generazione di comandanti e responsabili fu annientata, e nelle forze armate iniziò l’ascesa degli inetti e incapaci, ma bravissimi a avanzare nella gerarchia a forza di denunce anonime...
I responsabili rimasti ,Voroshilov e il maresciallo Budyonny, erano degli autentici imbecilli, che osteggiavano la teoria della “Battaglia profonda” semplicemente perché non la capivano, e credevano fermamente nell’importanza del cavallo nella guerra moderna (…). Ma erano amici di sosso, o meglio, non gli dicevano mai di no.
Alcuni commentatori fanno risalire la disgrazia di Michè al suo contrasto con sosso ai tempi della Polonia, o al fatto che gli fregasse le amanti (femmine), o all’ opera di disinformazione effettuata dal servizio segreto delle S.S. naziste... La mia opinione, per quanto può valere, è che sosso se ne sbatteva dei vecchi contrasti o di facenne di mutanda, o del dossier falso... Il dossier tossico delle S.S., se ci fu, era solamente un motivo accessorio per una “operazione purificatoria” già presente nella mente di sosso e nella consequenzialità delle cose.
Non è mai stato abbastanza sottolineato che la violenza intrinseca del comunismo deriva dalla sua debolezza concettuale. Il marxismo è una teoria economica che pretende di spiegare tutto, e quando un marxista si trova di fronte qualcosa che non sa come interpretare o spiegare, solitamente elimina chi gli rappresenta il problema, non il problema in sé. È facilissimo spiegare marxisticamente un formicaio, cioè un qualcosa costituito da automi privi di volontà propria, mentre le dinamiche interne di un branco di mammiferi sono già più difficili da affrontare. Quindi, a causa della limitatezza della teoria, il perfetto cittadino comunista deve essere per forza uno yes-man assolutamente privo di volontà propria, sempre prono ai voleri del partito (39). la carogna e sosso, i due capataz del formicaio, cercarono conseguentemente di creare l’homo sovieticus, cioè qualcosa quanto di più possibile simile a un automa. In questo contesto, militari che dimostravano di avere una propria indipendenza di pensiero (sia pure nel loro ristretto orticello) erano qualcosa di intrinsecamente pericoloso, nonostante la loro evidente fedeltà ai cosiddetti ideali. La distruzione dell’esercito nel 1937 obbediva a questo ordine di cose, come le purghe e contropurghe nella ČEKA, e le ricorrenti pesche con la rete a strascico nella società sovietica.
I primi risultati della ”operazione purificatoria” si ebbero nella la guerra contro la Finlandia, una tragica sequela di errori strategici, tattici e logistici (ci furono addirittura atti di cannibalismo tra le truppe sovietiche disperse nella taiga...) e che confermò in hitler la convinzione che l’Armata Rossa fosse solo un caravanserraglio di tank, autocarri e soldati di cartone.
Con questa certezza, hitler attaccò l’Unione Sovietica, ed essa si salvò solo perché la sua estensione territoriale le permise di assorbire i colpi del nemico, e grazie a questo fatto, una nuova leva di comandanti ebbe il tempo di crescere sui campi di battaglia. Inoltre, sosso, in preda alla cacarella, fece ingiustamente uscire dalle galere i sopravvissuti alle purghe, e chiese loro di salvare il suo potere... È evidente che, se Tuchačevskij e tutta la sua generazione non fosse stata annientata nel 1937, essi avrebbero potuto difendere la Rodina (Patria) in modo più efficiente degli incapaci del ‘41, e magari ricacciare il nemico oltre frontiera nel 1942, invece che nel 1945, evitando che l’U.R.S.S. pagasse questa vittoria con 20 milioni di morti.

(15) La mortalità in questi campi arrivò al 20% mensile.
(16) Questa eroicata rese i sovietici il primo esercito al mondo ad aver usato i gas velenosi contro dei civili (e loro compatrioti). I stramaledetti inglesi furono solo secondi...e usarono il gas contro gli  ribelli irakeni.
(17) I rapporti tedeschi e alleati erano non disponibili, per ovvi motivi.
(18) Secondo i dati della Direzione centrale di statistica Russa, morirono 5.053.000 persone per cause legate alla carestia del 1921 -1922. Durante la guerra civile, ci furono 10.180.000 morti. In soli 6 anni di esistenza, il potere sovietico aveva causato 15.233.000 cadaveri. Un autentico record. Inoltre la carestia era strumentale al potere bolscevico, in quanto mieteva strage tra i suoi oppositori naturali, quali i contadini e i non allineati.
(19) E non bisogna dimenticare, anche pieno di dindi e di mangeria...
(20) lenin ebbe un colpo apoplettico il 25 maggio 1922 che lo paralizzò e gli tolse la parola. Si riprese parzialmente in ottobre. In dicembre ne ebbe un altro. Il 9 marzo 1923 ebbe il colpetto definitivo, che lo ridusse a uno zombi fino al crepamento totale del febbraio 1924.
(21) Il kulak (pugno) era il contadino benestante che praticava il prestito a usura , ma i bolscevici usarono il termine per descrivere qualsiasi cosa considerassero nemica nell’ambito agricolo.
(22) In effetti, il sistema era sovradimensionato rispetto alle esigenze della pace
(23) Un modo complicato per dire ministro della difesa. 
(24) Ogni tanto, venivano spediti agli uffici minori della ČEKA dei telegrammi dai comandi regionali. Il telegramma era di questo tipo: “Inviate 300 casse di sapone.”
Dopo l’arrivo della missiva, la sbirraglia usciva per strada e arrestava 300 persone a caso, se per caso aveva già svuotato le galere locali... 
(25) Magari, se ci fosse stato qualcuno che gli sussurrava memento mori all’orecchio, forse le cose sarebbero state diverse.
(26) Alesandr Svechin, Vladimir Triandafillov, Nikolai Varfolomeev.
(27) Da questo concetto derivava lo Il-2 Sturmovick, un aereo progettato specificatamente per l’appoggio ravvicinato delle forze di terra.
(28) L’accademia aeronautica Zukovskji promosse nel 1936 il premio Tuchačevskij “per l’eccellente lavoro in qualsiasi campo della tecnologia che dà la soluzione dei nuovi problemi scientifici e tecnologici.
(29) sosso il mattacchione aveva sicuramente pensato questa mossa da un bel pezzo... mandare la sbirraglia a arrestare un comandante carismatico in mezzo ai suoi uomini, poteva essere pericoloso. 
 (30) Lo so che non è storicamente corretto, ma il cambiare il nome a una schifezza, non la rende meno schifosa, confonde solo le idee.
(31) Società per la promozione della difesa, dell’aviazione e della chimica = Organizzazione paramilitare per il reclutamento e l’addestramento nelle forze aeree, per il paracadutismo, l’aliantismo e la tecnica aeronautica.
(32) L'avvenimento è universalmente ricordato col nome di Michè, trascurando gli altri, nonostante fossero tutti egualmente importanti. Questo si spiega con il fatto che lui era il comandante più conosciuto e carismatico del gruppo. 
(33) E magari ci credevano pure. n.d.A.
(34) oh, povero caro! n.d.A.
(35) Stiamo parlando di sosso, gente! Mica di un riina! Magari ,Toto u’ curtu l’avebbe fatto!
(36)“lavoro nero”, in italiano “affari sporchi” 
(37)termine dell’epoca per indicare la pallottola dell’esecuzione.
(38) un lampante esempio di colpevolezza biologica.
(39) Nel generale marasma, l’aviazione sovietica fu colpita ancora più pesantemente. Il 75% degli ufficiali furono “epurati”, cioè tutti i comandanti dei distretti aerei, moltissimi comandanti di divisione o brigata aerea, metà dei comandanti di reggimento. Oltre a questo, si iniziò a considerare sospetta anche l’industria aeronautica. Quando un prototipo non andava come previsto, subito era considerato sabotaggio,e si ingabbiavano i tecnici. I progettisti Tupolev e Kalinin finirono al fresco per questo motivo (dati estrapolati dal libro “Scontro di ali” di Walter J. Boyne). Con questi fatti, si capisce perché l’aviazione sovietica rimase sempre inferiore qualitativamente a quella nazista.. 
(39) un esempio di perfetto cittadino sovietico era quell’ufficiale del NKVD, il quale denunciò la giovane moglie impiegata nelle ferrovie dell’est, perchè gli era giunta notizia della imminente epurazione di quella organizzazione.

0 gentili commenti:

Posta un commento