martedì 26 aprile 2011

Le conseguenze della fame.

Questo è un articolo che successivamente invierò a www.icsm.it. I commenti e le domande sono bene accette, e anche le critiche. le vostre puntualizzazioni possono servire come spunti di approfondimento o di variazione sull'articolo stesso.


III° parte...



Se il Mare è vuoto, a Terra ci sono pance vuote.

La reazione delle autorità Germaniche al Blocco alimentare consistette nella creazione di un "Ministero del cibo" retto dal signor Von Batocky, subito soprannominato il "dittatore del cibo".
La popolazione civile tedesca (60 milioni di persone) venne divisa in due categorie, coloro che si producevano il cibo da sé stessi (impiegati nell'agricoltura e nell’allevamento, detti produttori e consistenti in 14 milioni) e quelli considerati consumatori autorizzati dallo stato (46 milioni). I consumatori comprendevano i lavoratori nell'industria, i minatori, e generalmente quelli che vivevano nelle città. Nonostante gli sforzi centralizzatori, una ventina di organizzazioni e enti governativi si disputavano le risorse disponibili, con inevitabili sprechi e sovrapposizioni di competenze (18). Le autorità locali legiferavano ognuna per proprio conto, e spesso in contraddizione tra loro e con le autorità centrali. Il razionamento iniziò nel Gennaio 1915 e la prima cosa a essere razionata fu il pane, alimento principale di tutta la popolazione , seguito dal burro, dalla carne e dai grassi (19). Già alla fine del 1915, in alcune regioni della Germania, la quantità quotidiana di pane a persona era di 230 grammi, un terzo di quella consumata anteguerra. L'errore strategico di combattere i propri fornitori si ripercosse immediatamente anche su altri settori. Gli allevamenti di suini tedeschi dipendevano molto dalle importazioni di mangimi russi, e venendo a cessare le forniture estere, essi ripiegarono sulle patate tedesche, il cui prezzo era stato calmierato dalla stato (in poche parole, era più conveniente dare kartoffen da mangiare ai porci che venderle). Quando ci fu scarsità di patate sul mercato, l’opinione pubblica montò verso gli allevatori (20), i quali nutrivano i propri maiali con le patate che avrebbero dovuto sfamare la gente, e le autorità costrinsero per legge a macellare una quantità enorme di suini, pari al 35% del totale. Questo avvenne nel 1915 (Schweinemord strage dei maiali) ed ebbe delle ovvie conseguenze a medio e lungo termine. Gli effetti globali del blocco iniziarono realmente a sentirsi nel 1916, e oltre al razionamento generale, fu intrapresa la messa a cultura di terreni precedentemente inutilizzati. Lo stato forniva a tutti una tessera settimanale, la quale conteneva i buoni per comprare il cibo a prezzo calmierato. 


Fila per il cibo a Berlino

La razione settimanale di una persona consisteva in : 3,5 kg di patate, da 160 a 220 grammi di farina (comprese anche le razioni di pane) da 100 a 250 g di carne, da 60 a 75 g di grassi, 0,7 litri di latte, 200 g di zucchero, altri 270 grammi di zuccheri sotto forma di marmellate, 120 g di pesce, e un uovo (quando disponibile). Erano esclusi dal razionamento la selvaggina, i polli, i tacchini (animali vivi o interi). Questa razione doveva garantire un livello di calorie superiore a 2200 cal.(livello di sussistenza). Col tempo, ci fu la graduale diminuzione della qualità e quantità del cibo erogato dalle organizzazioni statali (21) e sorse il mercato nero (Schleichhandel). Anche per questo si sviluppò la ricerca sugli alimenti "ersatz"(22), quelli che noi chiamaremmo "surrogati" o "succedanei".




(18) Si arrivò a delle vette di follia burocratica. Ad esempio, i proprietari degli appartamenti in affitto erano responsabili delle tessere per la carne dei loro inquilini.
(19) Una curiosità. Un aspetto della dieta Tedesca è il consumo usuale di pane spalmato con burro. Un proverbio dice "una cosa pagata con una fetta di pane e burro" cioè con niente. Sembra proprio che la prima protesta durante la guerra, a Berlino nell'Ottobre 1915, fosse legata alla carenza di burro, e fu appunto chiamata "disordini per il burro". 

(20) Questo attrito “città contro campagna” proseguì per tutta la guerra.
(21) Che erano sempre e rigorosamente locali. Ad esempio, a dar da mangiare agli abitanti di Berlino ci pensava il Comune di Berlino.
(22) La parola significa letteralmente Rimpiazzo. È entrata nel lessico inglese con un'accezione negativa inesistente nel tedesco, corrispondente grosso modo a prodotto fasullo, adulterato.

Ersatz, Il cibo per finta.

I cibi ersatz erano prevalentemente di origine vegetale, e questa era una conseguenza diretta di una scelta effettuata dalle autorità Germaniche allo scoppio delle guerra. Era evidente che, diminuendo la quantità di carne consumata dalla popolazione (23), si sarebbe risparmiato il foraggio e il grano necessario per gli animali da macello, e queste risorse sarebbero stati direttamente disponibili per l'alimentazione umana. La creatività Teutonica fu particolarmente feconda in questo campo, e nel periodo bellico furono escogitati almeno 11.000 diversi modelli di cibo ersatz, compresi 837 tipi di salsiccia senza carne (24). Il primo alimento ersatz a apparire fu il Kriegsbrot o K-brot (pane di guerra) (25). Questa ricetta era composta dal 55% di segale, 25% di farina di frumento, 20% di farina di patate, zucchero e aromi. Si conservava bene per una settimana, e aumentava di sapore il terzo giorno dopo la cottura. Fu molto apprezzato, ma la sua qualità diminuì col passare del tempo. Successivamente, apparve il surrogato di carne d'agnello e la bistecca vegetale. Il surrogato d'agnello era costituito da riso bollito fino a disfarsi. La pappa veniva pressata in una forma opportuna ed era aggiunto uno spiedino di legno a fare da osso. La pseudo costoletta veniva fritta nel grasso di montone e servita con piselli e insalata. La bistecca vegetale era un insieme di farina d'avena, spinaci, arachidi e patate, con un uovo come collante. Cotta, era identica a una bistecca, se non si faceva caso al fatto che l'interno era verdolino invece che rosso. Un altro era l'uovo surrogato, prodotto con una miscela di mais e farina di patate colorata... La quantità di nutrimento fornita da questi surrogati non era effettivamente minore di quella degli originali, ma la presenza di questa roba sul mercato ebbe come conseguenza di far aumentare, in modo spropositato, i prezzi dei prodotti originali. Ersatz furono escogitati anche per i prodotti voluttuari importati, come il caffè,il te e il cacao. Il caffè surrogato era prodotto con orzo e avena tostati con addizione di aromi tratti dal catrame di carbone. Questo sostituto utilizzava troppi materiali strategici e quindi fu studiato un Ersatz-Ersatz di ghiande di quercia e faggio con una aggiunta di orzo tostato per insaporire il tutto. Quando persino le ghiande diventarono preziose, si arriva un intruglio tostato di carote e di rape (!). Il tè fu sostituito con un miscuglio autarchico di boccioli di faggio, tiglio e pino. Il cacao Ersatz era ottenuto con piselli e avena arrostita, con la solita aggiunta di aromi tratti dal catrame di carbone. Ovviamente, i controlli antiadulterazione erano sospesi..

(23) Dai civili
(24) In media, molti di questi cibi non erano affatto appetitosi, come una pseudo salsiccia fatta da sanguinaccio di bue sbiancato con perossido.
(25) La Germania ha una grande tradizione di panificazione, addirittura superiore alla nostra.

segue...

4 commenti:

  1. La Germania ha una grande tradizione di panificazione, addirittura superiore alla nostra.
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    Corretto. Nelle bakerei locali c'e' da godere. Anche se il pane fritto nel formaggio usando lo strutto nella frittura e' un pelino pesante....

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  2. un pelino?
    solo al pensiero il mio fegato è caduto al suolo!

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  3. Paolo aus Triest26 aprile 2011 16:26

    Potremmo sconfinare nella "psicologia sociale" ma la domanda la faccio, nessuno finora mi ha mai dato risposte complete: come mai, con la popolazione alla fame, nessuno ha mai cercato di rovesciare i governi per far finire la guerra. Anzi, in certi casi si è cercato di farla durare di più?
    Lasciamo perdere il caso dell'Italia nella II guerra mondiale, quello rischia di obbligare una discussione a parte... e comunque la sollevazione c'è stata solo alla fine.

    Uriel, se mi capita di riuscire a passare per la Germania quest'estate, so cosa mettere "in panza" (e ti assicuro che è ampia... :-D).

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  4. mmm....
    diciamo che per quanto riguarda la germania, la gente aveva fiducia nel sistema... pensa che persino i marxisti locali contribuivano attivamente allo sforzo bellico... poi devi considerare la paura del salto nel buio... lasci una fame che conosci per entrare in qualcosa che non conosci...
    almeno, così di primo acchito,mi sembrano delle motivazioni plausibili...

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